Sorprendentemente stimolante
Peter è salito “a bordo” nel 2009. Racconta ridendo: “Venivo dall’informatica e, onestamente, mi sembrava un passaggio piuttosto strano: dal complesso mondo digitale dell’ICT a qualcosa di semplice come un sacchetto di plastica. Ma l’apparenza inganna. Dietro quel sacchetto apparentemente banale si nasconde un mondo di precisione tecnica, conoscenza dei materiali e prodezze logistiche”.
In Packit, Peter ha trovato la sfida che cercava. Ha attraversato quasi tutti gli aspetti della nostra azienda, dagli acquisti e vendite alla gestione del magazzino, per poi iniziare nel 2018 come Quality Controller. Un ruolo che gli calzava a pennello, grazie alla sua profonda conoscenza dell’azienda, dei processi e dei prodotti. Sa esattamente come le scelte fatte nelle fasi precedenti influenzino il risultato finale.
- Peter -
Il traslocatore
Un'esperienza che resta
Un bel posto (di lavoro)
Crescere insieme
Tempi diversi
Alla domanda su cosa sia cambiato di più negli ultimi anni, i signori rispondono all’unanimità: “Il mestiere è diventato molto più complesso”. Rik: “Un tempo, per così dire, soffiavi in un sacchetto per controllare se la qualità fosse buona. Oggi interviene un intero laboratorio. Inoltre, ora si presta molta attenzione all’imballaggio”.
Peter: “D’altra parte, c’è il vantaggio dell’automazione. In passato avevamo un file Excel separato per ogni prodotto, circa 700. Se c’era una modifica, ad esempio nelle leggi o nei regolamenti, dovevamo aggiornare tutti i 700 file. Alla fine li ho uniti in un unico file, permettendomi di applicare una modifica a tutti i prodotti con un solo clic”.
L’invenzione di Peter è una sorta di precursore del moderno sistema PIM. Dietro le quinte siamo impegnati nell’implementazione e Peter interviene dove necessario.
“Siamo felici e grati che questi signori rimangano legati alla nostra organizzazione anche dopo il pensionamento. Garantiscono un passaggio caloroso di conoscenze e competenze alla nuova generazione di colleghi Packit e portano il necessario umorismo in ufficio”.
- Leen Paardekooper -