Fare le cose alla Packit

di Cindy Musters

Cindy Musters
Cindy Musters
Coordinatrice grafica

Indice

  • La parola al dipendente

In equilibrio quotidiano tra legge e forma

Cindy lavora come Artwork Coordinator al confine tra due mondi che non si incontrano facilmente: legislazione e design. Uno cerca sicurezza, l’altro spazio. Cindy sa dove si trova quello spazio perché conosce le regole a fondo. Cita Picasso: “Impara le regole come un professionista, così potrai romperle come un artista”.
Non che Cindy infranga le regole. Al contrario. Proprio perché le capisce a fondo, nasce lo spazio per la creatività. Ogni settimana vede errori: aziende che reagiscono con tale ansia alle nuove normative da ‘appiccicare’ tutto sulla confezione. Ma un packaging che è solo a norma non vende. È proprio la combinazione tra sicurezza e valore a scaffale ciò che i clienti si aspettano da Packit. Dopotutto, anche l’occhio vuole la sua parte.

“Un packaging che è solo a norma non vende”.

- Cindy Musters -

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A norma e d'impatto

“La legge stabilisce cosa deve esserci scritto, ma non è sempre chiaro come. È quella zona grigia da cui molti preferiscono stare alla larga, ma che a me dà energia. È proprio lì che si trovano le opportunità. Se approfondisci e osi spingerti oltre i limiti, scopri ad esempio che puoi essere a norma anche con meno testo. Così rimane più spazio per un artwork che si faccia notare e che venda. Normative e design non sono necessariamente amici. Riuscire a unirli senza che la confezione sembri un papiro è una vera vittoria”.

Tutte le discipline unite

Cindy si immerge nel PPWR, legge le schede SDS e conosce le eccezioni di ogni paese. Presto seguirà, insieme ad alcuni colleghi, un corso di formazione CLP sull’esatta classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose. Cindy racconta: “Packit investe molto nell’aggiornamento costante dei dipendenti. È necessario, perché nel mondo del packaging non si finisce mai di imparare”.

“Non sono un addetto alla qualità, ma più ne sai, meglio capisci dove sta lo spazio di manovra e riesci ad anticipare i cambiamenti nelle normative. Sulla confezione tutto si fonde: acquisti, marketing, design, leggi e regolamenti”. Ed è proprio lì che si trova Cindy, come l’anello di congiunzione che unisce tutto in un’unica etichetta.

E come si presenta questa etichetta? Cindy ride. A questa domanda è ovviamente impossibile rispondere. Spiega: “Un paese obbliga a indicare l’origine sull’etichetta, un altro no. Con una classificazione chimica lieve, i pittogrammi di pericolo non sono necessari, ma le frasi sì. E la dimensione del carattere dipende dal contenuto e dal tipo di prodotto”. Questi sono solo alcuni esempi. Cindy potrebbe parlarne per ore. Ciò illustra la complessità quotidiana in cui opera Packit.

Secondo Cindy, è proprio la complessità a rendere Packit così stimolante. “Vedo il processo di confezionamento come un progetto edilizio. Il packaging è la casa in cui tutto si unisce. Colleghi, clienti, fornitori: tutti contribuiscono alla costruzione. I requisiti sono seri, così come le scadenze, ma c’è sempre spazio per l’umorismo. Il duro lavoro e le risate si alternano. Questo è Packit”.

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